Circa 25 anni fa, dopo un ritrovamento casuale di alcuni vecchi mulinelli Mitchell, Alcedo e ABU mi sono appassionato alla storia ed al collezionismo di vecchie attrezzature da pesca, specialmente di quelle Made in Italy. Così grazie alla mia passione per la pesca ho iniziato a racimolare un numero sempre crescente di mulinelli e contestualmente a catalogarli, collaborando con i massimi esperti del settore italiani. La fortuna di abitare in una terra di fiumi quali il Po ed Adda ha sicuramente favorito la mia ricerca. La storia dei mulinelli in Italia comincia nella seconda metà degli anni Trenta, con modelli a carattere artigianale, a tiratura limitata, prodotti da aziende di piccole dimensioni del Nord, soprattutto nella zona intorno a Milano e Torino.

Il Primo mulinello prodotto in serie in Italia, nel 1929 e’ stato il mulinello rotante della ditta Zucchetti di Torino.
I primi mulinelli a bobina fissa, sulla scorta dei modelli nati trent’anni prima in Inghilterra, tendono a imitare ciò che in Italia arrivava da Germania, Svizzera, Francia.
Il più copiato all’epoca era lo svizzero Berna: le sue caratteristiche peculiari si ritrovano L’Ovil, l’R3, il Glauco, lo Squalius, il Simplex e il  Cigno, della ditta Cargem
Altre repliche del blasonato Altex della Hardy inglese sono il Major Asso, della G. Maja di Torino, con il successivo Major Asso Luxe, e il milanese Crebbia, anche nella più tarda versione Crebbia Super. Siamo così giunti agli anni nei quali nascono le grandi aziende del settore: la produzione artigianale tenderà progressivamente a diminuire e i modelli a piccola tiratura cominceranno ora a imitare i modelli italiani maggiori, che avranno riconoscimento e diffusione internazionale.

All’inizio della produzione italiana sia i piccoli artigiani che le grande aziende iniziarono la loro produzione modificando mulinelli esteri importanti, ma ben presto le innovazioni tecniche che apportarono furono moltissime. Alcuni di questi brevetti furono poi copiati e prodotti da ditte straniere.

Aziende come Alcedo, Ofmer, Zangi, Nettuno, Cargem ed altre hanno sicuramente scritto più di un capitolo nell’evoluzione dei mulinelli da lancio.  Vediamo alcune note su questi storici marchi:

L’ALCEDO, il mio marchio preferito del quale possiedo tutti i modelli, è probabilmente l’azienda italiana più famosa al mondo come produttrice di mulinelli. Fondata nel 1945 a Torino dall’Ing. Rolandi, per trent’anni produsse modelli di grande qualità prima di essere ceduta nel 1975 alla CopTes, che continuò la produzione con marchio Alcedo fino agli anni 80.
Il primo modello uscito dallo stabilimento torinese è il del 1945 è l’Alcedo N.2, con piede dritto, rapporto 1:3,5, colore grigio con il medaglione con il logo fissato al coperchio con due piedini ripiegati all’interno.
Della fine degli anni Cinquanta è il modello Jupiter, in vari colori, piede curvo, ingranaggi elicoidali in lega di bronzo ad alta scorrevolezza e archetto prendifilo in inox e rullino d’agata con regolatore d’altezza.
Agli inizi degli anni Cinquanta era intanto uscito il mulinello più piccolo e leggero esistente allora al mondo, il Micron, non a caso celebrato per anni sul mercato americano. Ne esistono varie versioni, da un prototipo senza matricola color nero tessuto a modelli di colore blu, poi nuovamente nero opaco, quindi blu e verde.

A metà degli anni Cinquanta cominciò la produzione degli Alcedo più grandi, Atlantic e Oceanic, progettati da Rolandi su un corpo unico, in grado di montare girante e bobina di dimensioni diverse. Entrambi ebbero un riconoscimento ufficiale negli Stati Uniti nel 1956, “The Renascent Golden Compass”, e furono commercializzati su quel mercato anche con i nomi di Mark IV (l’Atlantic) e Mark V (l’Oceanic).

Alla fine degli anni Quaranta, a Torino, fu fondata da Velio Zangirolami la ZANGI, senza dubbio l’azienda italiana più prolifica e più attiva sul mercato internazionale, venendo distribuiti mulinelli Zangi con numerosi marchi internazionali: quelli della svedese ABU e delle americane OrvisTed Williams – Sears PescadorTrue TemperHerter’s, HollidayOld Pal ecc… Anche la Zangi venne infine rilevata dalla Coptes, nel 1972
La CARGEM fu fondata a Gemonio (Varese) nel 1946 da Sergio Carnevalli. I primi modelli con marchio Cargem furono il CarGemonio, con una stella a cinque punti sul coperchio, la quinta versione del noto Cigno, con archetto, e il Due Pesci, con la scritta CarGem, tutti con i due pesci impressi sul coperchio.

Nel primo dopoguerra iniziò la propria attività anche la OFMER (Officina Meccanica Rossetti), che aveva sede a Bologna.  Tra i primi mulinelli prodotti si ricordano, alla fine degli anni Quaranta, il 211/N, grigio alluminio.
Ancora nel primo dopoguerra fu fondata, a Nova Milanese, da Attilio Postini, la NETTUNO, la cui produzione è proseguita fino ai primi anni Settanta a cura del figlio Luigi nella sede di via Montegrappa 2.
Al di fuori della produzione industriale di queste aziende, poco spazio rimaneva negli anni Cinquanta per le serie artigianali, delle quali tuttavia, anche se difficilmente, si trovano diversi modelli. Si ricordano i Trio, il Cormoran, lo Spinning (in due serie), l’Heron, il Delio, il Novo e diversi altri…

La produzione della fonderia AGAL di Ernesto Aguzzoli, con sede in via Quaranta 3 a Milano, si estende già ad inizio degli anni Trenta fino al Sessanta. Nelle stesse fonderie, nell’immediato dopoguerra con il mome di APM, erano stati prodotti il Major Asso e il Crebbia: piede, manovella e impugnatura del modello Captor rivelano questa discendenza.

Quasi tutte queste aziende soffrirono irrimediabilmente della concorrenza giapponese, i quali producevano mulinelli simili, molto scadenti qualitativamente ma con prezzi bassi.
La stessa sorte e toccata alle migliori case europee come la Mitchell francese e la ABU svedese.

Ogni foto rappresentata è di proprietà di Pietro Asti Vietata ogni riproduzione o pubblicazione senza autorizzazione.

Se volete avere info, quotazioni e valutazioni dei mulinelli vintage che avete in cantina, scrivete a: pietroasti73@gmail.com

Pietro Asti del Team di Canarias Fishing

Un grande ringraziamento da parte di Canarias Fishing a Pietro per la sua gentilezza e disponibilità 

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